Giornata Internazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la transfobia e la bifobia.

Il 17 maggio  ricorre la Giornata Internazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la transfobia e la bifobia,  finalizzata a promuovere e coordinare eventi di sensibilizzazione e prevenzione per contrastare  il fenomeno in tutte le sue forme e in tutti i Paesi del mondo.

La Giornata internazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia è stata istituita dal Comitato IDAO il 17 maggio 2004, a 14  anni esatti dalla storica data del 17 maggio 1990 in cui l’omosessualità venne rimossa dalla lista delle malattie mentali nella classificazione internazionale delle malattie pubblicata dall’l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Nonostante siano passati più di trent’anni da quella storica data, però, orientamento sessuale e identità di genere sono ancora ai primi posti fra le cause di discriminazione negli spazi pubblici, sul luogo di lavoro, e persino in famiglia. 

Nel  2021 inoltre è tornato a salire l’odio contro le persone omosessuali, fenomeno diffuso in tutta Italia (dati della sesta edizione della Mappa dell’intolleranza pubblicata da Vox – Osservatorio Italia)

Gli anni appena trascorsi hanno  reso ancora più evidente l’importanza che la comunicazione digitale riveste per la nostra quotidianità. Proprio per questo motivo, nell’incontro annuale 2021, la RE.A.DY ha nuovamente scelto di dedicare al contrasto ai discorsi e alle comunicazioni di odio l’iniziativa congiunta il 17 maggio 2022.

Tutti gli Enti hanno utilizzato lo stesso claim: Blocca l’odio, condividi il rispetto declinando graficamente la campagna in autonomia o utilizzando una grafica messa a disposizione da un altro Ente Partner.

La campagna quest’anno si rivolge in modo particolare ai e alle giovani e al  mondo della scuola. 

Le Amministrazioni Pubbliche aderenti alla rete vogliono ribadire con forza che i discorsi d’odio – hate speech in inglese – alimentano e giustificano fenomeni di violenza e vanno quindi contrastati, anche sui social, ampiamente utilizzati dalle giovani generazioni  per comunicare ed esprimersi.

La campagna sarà veicolata attraverso diversi canali: locandine, manifesti e condivisione dei materiali sui social; inoltre alcuni  Enti hanno realizzato i materiali della campagna proprio in collaborazione con le scuole, lanciando dei contest o promuovendo eventi dedicati.

L’Assessore ai Diritti e alle Pari opportunità della Città di Torino, in qualità di Segreteria Nazionale, ha sottolineato l’importanza dell’impegno della RE.A.DY. per rendere le città luoghi più inclusivi e accoglienti, e la necessità che la cultura del rispetto sia sempre più patrimonio delle Istituzioni e di ogni persona.

RE.A.DY è la Rete Nazionale delle Regioni e degli Enti locali per prevenire e superare l’omotransfobia; fondata nel 2006 da 12 città, ora conta più di 240 partner e ha come segreteria il Servizio LGBT della Città di Torino. Maggiori informazioni sul sito: https://www.reteready.org/

Jacopo Rosatelli conferma l’impegno della Città e della Rete RE.A.DY contro i crimini d’odio.

Lo scorso anno la RE.A.DY, la Rete italiana delle Regioni, Province Autonome ed Enti Locali impegnati per prevenire, contrastare e superare le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, ha lanciato un’azione di sensibilizzazione a livello nazionale a sostegno della proposta di legge ‘Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità’, anche conosciuta come DDL Zan.

Questa azione ha previsto che gli Enti partner presentassero un ordine del giorno a sostegno del DDL Zan ai rispettivi Consigli, a cui hanno aderito 56 Enti.

In seguito alla bocciatura in Senato del disegno di legge che avrebbe garantito tutele per tutti/e i/le cittadini/e contro i crimini d’odio basati sull’ omolesbobitransfobia, il sessismo e l’abilismo e che avrebbe portato il nostro Paese ad allinearsi con gli standard europei, la READY, alla vigilia del T-DOR (Transgender Day of Remembrance) – la Giornata internazionale in ricordo delle persone transessuali e transgender vittime di violenza – rinnova il suo impegno nella lotta alle discriminazioni cercando di colmare, negli ambiti di competenza dei partner, una lacuna lasciata dagli organi centrali.

“I partner della RE.A.DY, ad oggi superano il numero di 250, hanno sottoscritto, al momento dell’adesione a questa rete, una Carta d’Intenti che ci impegna ad adoperarci per la piena cittadinanza delle persone LGBT+ e a contrastare ogni forma di discriminazione”, commenta Jacopo Rosatelli.“Come neo assessore ai Diritti della Città di Torino, sede della segreteria nazionale della READY, il mio impegno sarà di coinvolgere gli Enti partner in una nuova iniziativa congiunta che porti alle Istituzioni nazionali un messaggio chiaro sull’urgenza e la necessità di una legge contro tutti i crimini d’odio”.

“Il nostro Parlamento – continua l’assessore – non ha ritenuto importante legiferare su questi aspetti, ma gli amministratori locali sono chiamati ogni giorno a far fronte a episodi di violenza e discriminazione. Da ultimo, l’episodio di violenza riportato dagli organi di stampa che a Torino ha colpito Tommaso Testa, che ho incontrato ieri. Per questo abbiamo il dovere di adottare tutte le misure in nostro potere, nell’attesa che il Parlamento si porti al passo con l’Europa e con la realtà del Paese”. (ma.co.)

19 Novembre 2011

Rete RE.A.DY: Incontro nazionale Volterra.

Si è concluso sabato 25 settembre l’Incontro Annuale degli Enti della Rete RE.A.DY, la Rete delle Pubbliche amministrazioni Antidiscriminazione per orientamento sessuale e identità di genere di cui la Città di Torino è Segreteria nazionale.

L’Incontro, durato due giorni e organizzato in collaborazione con la Regione Toscana, è stato ospitato dal Comune di Volterra. I lavori sono stati aperti dal saluto del Sindaco Giacomo Santi e della Vicesindaca Eleonora Salvini, cui vanno i ringraziamenti della Segreteria nazionale.
“ Sono veramente felice di aver collaborato con tutte le Amministrazioni Pubbliche che fanno parte della Rete, organizzando in stretta collaborazione con la Segreteria Nazionale questo incontro che ha avvicinato Amministrazioni e persone.
Un grazie particolare alla regione Toscana e all’Assessora Alessandra Nardini perché attraverso il suo impegno contribuisce ogni giorno a rendere la Toscana terra di diritti. Volterra ha dato il suo contributo e vuole continuare a farlo in rete con le centinaia di Amministrazioni italiane che credono nel valore delle persone e per questo valore lavorano costantemente”, commenta la Vicesindaca della Città di Volterra Eleonora Salvini.

La prima parte dell’incontro – il pomeriggio del 24 settembre, dedicato esclusivamente ai 54 Enti partecipanti da tutta Italia – ha visto il consueto momento di condivisione dello stato dell’arte della Rete. In particolare è stato evidenziato il numero di adesioni che nel corso del 2021 è cresciuto in modo esponenziale con 62 nuove adesioni e nessun recesso.

E’ stato poi dato ampio spazio al confronto sulla definizione di proposte operative condivise affinché la rete possa proseguire con concretezza la propria azione e accrescere la propria efficacia sui territori.
A questo primo momento hanno portato il loro contributo il Direttore dell’Unar Triantafillos Loukarelis, l’Onorevole Monica Cirinnà e la Consigliera della Commissione Pari Opportunità dell’ANCI Nicoletta Paci, Assessora del Comune di Parma. Erano inoltre collegati/e online il Presidente della Provincia di Pisa, Massimiliano Angori e l’Assessora alle Pari Opportunità della Regione Toscana, Alessandra Nardini.
La mattina del 25 settembre è stata dedicata alla condivisione delle buone prassi LGBT attraverso lavori di gruppo tra i partner RE.A.DY.
Nel pomeriggio l’evento pubblico “La Toscana dei diritti”, moderato da Natascia Maesi, ha visto la partecipazione in presenza dell’Assessora alle Pari Opportunità della Regione Toscana, Alessandra Nardini.
Curato da Toscana Pride, ha ospitato l’intervento di quattro Associazioni:

Pink Riot nelle comunità locali: l’esperienza a Pisa, a cura di Pink Riot Arcigay Pisa – Daniele Serra;

Genitori e figli omosessuali, a cura di Agedo – Fiora Bianconi;

Famiglie & Famiglie, a cura di Famiglie Arcobaleno – Francesco Zaccagnini;

Le sfide per le famiglie con genitori LGBT, a cura di Rete Genitori Rainbow: il ruolo dei servizi pubblici, della scuola e la necessità di formazione – Fabrizio Poletti.
Durante l’incontro i partner hanno votato per la città che ospiterà l’Incontro Annuale 2022: Parma.
Hanno inoltre votato il tema e l’iniziativa comune per il 17 maggio 2022: sarà nuovamente una campagna di comunicazione contro l’hate speech, ma con particolare attenzione ai giovani e al mondo della scuola.

28 Settembre 2021

Stampa questa pagina

Condividi

Anno 2021

Rete READY contro i discorsi d’odio nella Giornata Internazionale contro omofobia, lesbofobia, transfobia e bifobia

Anche quest’anno la Rete READY aderisce alla Giornata Internazionale contro omofobia, lesbofobia, transfobia e bifobia (in inglese IDAHOTB, International Day against homophobia, transphobia and biphobia), lanciando la campagna con un duplice claim  “Io non uso parole d’odio e tu?” e “Qui non c’è posto per le parole d’odio”, selezionati durante l’incontro annuale della rete Ready.

Attraverso questa campagna, le amministrazioni pubbliche aderenti alla rete vogliono quindi lanciare un messaggio chiaro: i discorsi d’odio – hate speech in inglese – alimentano e giustificano fenomeni di violenza e vanno quindi contrastati. La campagna si articola su due canali: uno fisico, attraverso l’affissione di cartelloni e poster curati dalle stesse amministrazioni pubbliche; e uno digitale, attraverso la condivisione social di materiali a cui potranno partecipare anche cittadini e cittadine adottando per il 17 maggio una cornice per le foto profilo su Facebook (come partecipare: tenere premuto sulla propria immagine di profilo, selezionare “aggiungi motivo”, cercare “READY 17 maggio”).

Le parole d’odio pesano nella vita di tante persone, come catene che le tengono legate senza dar loro la possibilità di esprimersi, di essere se stesse, di contribuire alla vita sociale, culturale ed economica della nostra società. Non è più tempo di sorridere, di far finta di niente: le parole umiliano, giustificano la violenza, talvolta uccidono.”. Così Marco Alessandro Giusta, Assessore ai Diritti della Città di Torino. Che prosegue: “Per questo READY ha sostenuto il ddl ZAN, approvando in cinquanta consigli comunali e provinciali ordini del giorno a sostegno della legge. Per questo oggi la Rete READY riafferma che non c’è posto per le parole d’odio – un tema questo che tocca non solo le persone LGBT, ma anche le altre minoranze che subiscono discriminazioni e che va affrontato in ottica intersezionale.

La prima Giornata internazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia ha avuto luogo il 17 maggio 2005, a 15 anni esatti dalla storica data del 17 maggio 1990 in cui l’omosessualità venne rimossa dalla lista delle malattie mentali nella classificazione internazionale delle malattie pubblicata dalla World Health Organisation, l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Nonostante siano passati più di trent’anni da quella storica data, però, orientamento di genere e identità sessuale sono ancora ai primi posti fra le causa di discriminazione negli spazi pubblici, sul luogo di lavoro, e persino in famiglia. I discorsi d’odio, seppur non in aumento in numeri assoluti, sono un fenomeno ormai endemico su tutto il territorio nazionale (dati della quinta edizione della Mappa dell’intolleranza pubblicata da Vox – Osservatorio Italiano sui Diritti). 

L’anno appena trascorso ha reso ancora più evidente, ove ve ne fosse necessità, l’importanza che la comunicazione digitale riveste per la nostra quotidianità. Proprio per questo motivo, nell’incontro annuale 2020, la RE.A.DY ha individuato nel contrasto ai discorsi e alle comunicazioni di odio una priorità per il 2021.RE.A.DY è la Rete Nazionale delle Regione e degli Enti locali per prevenire e superare l’omotransfobia; fondata nel 2006 da 12 città, ora conta 210 partner (46 nuove adesioni da gennaio 2020) e ha come segreteria il Servizio LGBT della Città di Torino. Per maggiori informazioni, visita il sito https://www.reteready.org/

Concluso il momento riservato ai partner dell’Incontro Annuale RE.A.DY 2020

Si è concluso venerdì 4 dicembre scorso il momento riservato ai partner dell’Incontro Annuale 2020 della Rete nazionale delle Pubbliche Amministrazioni contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere che, a causa dell’emergenza sanitaria, non si è potuto svolgere a Napoli come inizialmente previsto.

Quest’anno l’Incontro, che normalmente è costituito da una parte riservata ai partner e da un evento pubblico, è stato quindi realizzato online dividendolo in due momenti distinti, nella speranza di poter realizzare almeno quest’ultimo in presenza a Napoli, nei primi mesi del 2021.

Dopo aver dedicato la giornata di martedì 1° dicembre ai lavori di gruppo sullo scambio delle buone prassi – quest’anno incentrate soprattutto sulle tematiche del “Fare rete” e della “Formazione” – i partner si sono incontrati  nella plenaria di venerdì 4 dicembre, aperta dall’Assessora Lucia Menna del Comune di Napoli e coordinata dall’Assessore ai Diritti della Città di Torino, Marco Alessandro Giusta.

Nel corso della partecipata assemblea l’Onorevole Alessandro Zan ha portato i suoi saluti, esprimendo il suo apprezzamento per l’iniziativa congiunta della rete RE.A.DY dell’ottobre scorso a sostegno dell’iter parlamentare della proposta di Legge “Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi legati al sesso, al genere, all’orientamento sessuale e all’identità di genere”,  di cui è estensore.

E’ stato presente e ha dialogato con i partner della rete il Direttore Generale dell’UNAR-Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, Triantafillos Loukarelis, che ha annunciato l’affidamento a UNAR della gestione dei fondi previsti dal Decreto Rilancio e convertiti secondo il decreto di Agosto per sostenere iniziative a favore delle persone LGBT fragili, come le Case Rifugio.
Su questo tema è stata posta particolare attenzione con un panel dedicato, in cui Alessandro Battaglia dell’Associazione Quore ha presentato To-Housing, il progetto torinese di cohousing per persone LGBT in difficoltà: https://www.quore.org/to-housing-accoglienza-lgbtqi/.

Sempre nell’ambito delle case rifugio, il Comune di Napoli ha presentato la prima casa LGBTQI+ pubblica realizzata mettendo a disposizione una sede del proprio patrimonio da tempo in disuso, ubicata in uno dei  quartieri più belli della città. Sono stati  realizzati i lavori di adeguamento e recupero dello stabile, progettate e avviate le procedure di acquisto degli arredi e delle attrezzature, indetto un Avviso pubblico rivolto alle associazioni LGBTQI+ del territorio per individuare il soggetto con il quale sviluppare un modello di co-gestione della sede.

Dopo il panel sulle Case Rifugio si è poi proceduto alle votazioni relative al tema e allo strumento per l’iniziativa comune RE.A.DY in occasione del 17 maggio 2021 e alla scelta del partner che ospiterà il prossimo Incontro Annuale.
Il tema scelto è lo Hate Speech e lo strumento è la campagna di comunicazione e il partner ospitante nel 2021 sarà Volterra, in provincia di Pisa.

Siamo molto felici di poter ospitare nel nostro comune il prossimo incontro annuale della Rete nazionale delle Regioni e degli Enti Locali per prevenire e superare l’omotransfobia. Il comune di Volterra ha aderito alla rete lo scorso settembre, essere partner di READY per noi è estremamente importante, significa condividere una visione, buone pratiche e azioni per progettare comunità inclusive – spiega la Vicesindaca Eleonora Salvini. […] La cronaca e l’esperienza quotidiana ci fanno capire come ci sia ancora molto da fare in termini di eliminazione delle discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, per pensare società aperte e inclusive. Il comune di Volterra, con la sua città, le sue frazioni e il suo territorio vuol essere la casa di tutte e tutti, perciò non vediamo l’ora di accogliere i nostri partner nel 2021”.

Ma prima dell’appuntamento autunnale a Volterra, avrà luogo il secondo momento dell’Incontro Annuale 2020: l’evento pubblico, che slitta ai primi mesi del 2021 e si svolgerà auspicabilmente in presenza a Napoli o di nuovo online, compatibilmente con l’evoluzione della situazione epidemiologica.

“Sono davvero soddisfatto dei lavori della rete RE.A.DY di quest’anno. Il 2020 purtroppo ci ha visto rinunciare alla possibilità di incontrarci fisicamente ma la quantità e la qualità delle discussioni e del lavoro condiviso è stato forse maggiore degli anni scorsi. Dall’evento nazionale per il 17 maggio in collaborazione con il Lovers Film Festival, al lancio del sito della rete RE.A.DY inaugurato nella stessa data, alla presentazione del logo, alla prima grande attività di advocacy fatta dalla rete nel sostegno alla proposta di legge contro l’omolesbobitransfobia, alla misoginia e all’abilismo, fino ad arrivare al lavoro ospitato virtualmente dalla città di Napoli con la scelta delle azioni dell’anno prossimo e la notizia della possibilità del finanziamento governativo alle case rifugio per persone LGBT – così Marco Giusta, Assessore ai Diritti della Città di Torino, Segreteria nazionale della rete – E’ stato sicuramente un anno terribile, ma la Rete ha saputo trovare la forza di proporre in modo straordinario una serie di iniziative e di crescere nuovamente di numero, ed è pronta a lanciarsi in nuove sfide per sostenere con forza che le discriminazioni di ogni tipo, e soprattutto quelle basate su orientamento sessuale e identità di genere non devono avere cittadinanza nel nostro paese”.

La RE.A.DY conta oggi 182 partner, con una ventina di nuove adesioni in un anno così difficile come il 2020. Cresce quindi il trend positivo delle adesioni alla rete, e cresce la voglia di impegnarsi su concrete iniziative comuni che portino, nei vari campi di attività pubblica, l’attenzione alle tematiche LGBT, anche in intersezione con le nuove fragilità messe in evidenza dall’emergenza Covid. Quest’anno sono entrate a far parte della rete le Città e i Comuni di: Aosta, Aversa (NA), Bressanone (BZ), Calcinaia (PI), Caldaro sulla Strada del Vino (BZ), Campobasso, Casoria (NA), Castiglione d’Orcia (SI), Fano (PU), Fauglia (PI), Fiumicino (RM), Ornago (MB), Pienza (SI), Pontedera (PI), Santa Luce (PI), Settimo Torinese (TO), Vasto (CH), Vernio (PO), Volterra (PI). 

La Rete di enti locali READY lancia un’azione a sostegno della proposta di legge contro sessismo, omofobia, lesbofobia, bifobia e transfobia

Roma, 30 settembre 2020

RE.A.DY, la Rete italiana delle Regioni, Province Autonome ed Enti Locali impegnati per prevenire, contrastare e superare le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, lancia un’azione di sensibilizzazione a livello nazionale a sostegno della proposta di legge “Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi legati al sesso, al genere, all’orientamento sessuale e all’identità di genere”.

Ad iniziare dal 1° ottobre, le realtà aderenti alla rete Ready (o quelle non ancora aderenti, ma comunque  interessate all’iniziativa) potranno presentare nei rispettivi consigli un identico Ordine del Giorno (o un emendamento a eventuali atti già depositati) a sostegno della Legge.

L’ordinamento italiano è al momento carente sul tema della difesa dei diritti umani e sul contrasto alle discriminazioni legate al genere, all’orientamento sessuale e all’identità di genere. Ad esempio, benché la Convenzione di Istanbul (che obbliga l’Italia alla criminalizzazione di condotte sessiste di fattispecie di violenza) sia stata ratificata dal Governo italiano nel 2013, l’art. 604 ter del Codice penale – a proposito dei reati per finalità di discriminazione o di odio – non contempla ancora circostanze aggravanti legate al sesso e al genere. Grazie alla proposta di legge in oggetto, anche le condotte che istigano all’odio o la violenza di matrice omolesbobitransfobica o basate su sesso e genere saranno punibili alla stregua delle condotte che si basano sull’odio etnico, razziale e religioso.

L’Ordine del Giorno è frutto di un lavoro congiunto di un gruppo interno dalla Rete READY ed è stato condiviso e discusso con le realtà aderenti al Tavolo nazionale LGBT recentemente istituito presso l’UNAR. Esso supporta l’adozione del testo unificato adottato dalla Commissione Giustizia il 14 luglio e riunisce gli enti locali ad un’azione di advocacy nei confronti delle istituzioni nazionali, primi fra tutti il Presidente della Camera dei Deputati e la Presidente del Senato della Repubblica.

Al momento, hanno già dichiarato la loro intenzione di aderire all’iniziativa della READY 40 fra Comuni, Città Metropolitane e Regioni. Ecco l’elenco completo, aggiornato al 29 settembre: Aversa, Bari, Bologna, Caserta, Casoria (NA), Castelmaggiore (BO), Castelnuovo Berardenga (SI), Chioggia (VE), Città Metropolitana di Torino, Civitella In Val Di Chiana (AR), Crema (CR), Cremona, Empoli (FI), Gradisca D’Isonzo (GO), Impruneta (FI), Lecce, Marciano Della Chiana (AR), Modena, Monte San Savino (Ar), Murlo (SI), Napoli, Nichelino (TO), Padova, Palermo, Parma, Pontassieve (FI), Provincia di Pistoia, Reggio Emilia, Regione Puglia (Presidenza), Rimini, Roma Municipio VIII, Savigliano (CN), Settimo T.Se (TO), Stornarella (FG), Torino, Torre Annunziata (NA),Torre Pellice (TO), Trento, Turriaco (GO), Vico Equense (NA).

A queste realtà si aggiungono la Città di Milano, che ha seguito la costruzione dell’OdG e in data 24 settembre ha già approvato un suo OdG, la Regione Emilia Romagna, che ha sostenuto la legge approvando in data 23 luglio 2020 due Risoluzioni, e il Comune di Bergamo che il 13 luglio ha approvato una mozione a sostegno della legge.

RE.A.DY nasce a Torino nell’ambito del Pride nazionale del 2006, quando la Città di Torino, in collaborazione con il Comune di Roma, riunisce i/le rappresentanti istituzionali di dodici tra Regioni ed Enti Locali, con l’obiettivo di metterli in rete attraverso la condivisione di una Carta di Intenti.  Da allora, la Rete costituisce uno spazio di incontro e condivisione di esperienze e buone prassi finalizzate al riconoscimento e alla promozione dei diritti umani delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali, transgender (LGBT).

“Gli enti locali, in quanto enti più vicini a cittadini e cittadine, conoscono i loro territori e sanno quanto l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia, assieme al sessismo, sono purtroppo presenti nelle nostre comunità. Da loro arriva un importante messaggio al legislatore e al governo: abbiamo bisogno di questa legge. E ne abbiamo bisogno adesso” sostiene il Coordinatore della Rete READY, l’Assessore ai Diritti della Città di Torino Marco Alessandro Giusta. Che lancia un invito: “Auspico che quanti più enti locali presentino questo documento in modo che il dibattito restituisca l’immagine di un Paese dove le persone LGBT e le donne che subiscono sessismo e misoginia non siano solo numeri e statistiche ma amiche e amici, parenti, figli e figlie, vicine e vicini di casa, colleghe e colleghi di lavoro. Invito anche le realtà che non fanno ancora parte della Rete a condividere questa iniziativa, perché costruire una cultura istituzionale e politica di contrasto alle discriminazioni è precisa responsabilità di ogni rappresentante istituzionale.

Così Alessandro Zan, deputato e relatore del ddl contro l’omotransfobia e la misoginia: “L’iniziativa di Rete READY a sostegno del ddl contro l’omotransfobia e la misoginia arriva in un momento cruciale. E questo è un segnale importante per il Parlamento che, sono certo, saprà ascoltare le sollecitazioni di decine di consigli comunali, tra cui quelli delle più grandi città italiane (Torino, Napoli, Bologna, Palermo, Bari, Padova), in rappresentanza di milioni di cittadini. Questa mobilitazione di tantissimi comuni italiani – Milano, ad esempio, ha già approvato negli scorsi giorni un odg a sostegno del ddl – esprime la voce della società civile che si leva forte contro l’odio e le discriminazioni, che rifiuta che l’Italia sia agli ultimi posti nelle classifiche in Europa per la tutela dei diritti lgbt+, e che, allo stesso tempo, non accetta che una persona subisca violenze per ciò che è o per chi ama. Un ringraziamento particolare va a Marco Giusta, Coordinatore Nazionale di Rete READY, una realtà viva di enti locali che, come dimostra questa iniziativa, sa far squadra per ottenere risultati concreti.”

Gli Enti, partner e non, che intendessero ancora aderire all’iniziativa potranno farlo presentando l’OdG presso il proprio Consiglio Comunale/Provinciale/Regionale. Una copia, da adattare a ciascuna situazione, si trova sul sito della RE.A.DY alla pagina   https://www.reteready.org/buone-prassi/.

Comune di Torino: Il 17 maggio ricorre IDAHOTB, la Giornata Internazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la transfobia e la bifobia

Come ogni 17 maggio, in occasione della Giornata Internazionale contro omo-, lesbo-, trans- e bifobia, la RE.A.DY – la Rete nazionale delle Pubbliche Amministrazioni contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere – organizza una campagna nazionale di sensibilizzazione e contrasto alle discriminazioni basate su genere e orientamento sessuale.

Quest’anno, nel rispetto delle disposizioni di legge dovute alla gestione dell’emergenza Covid19, l’azione decisa durante l’ultimo incontro nazionale “Le parole che includono” si sposta online e si arricchisce della collaborazione con Lovers Film Festival, diretto da Vladimir Luxuria e Museo Nazionale del Cinema di Torino.

Dalle 9 fino alle 24 del 17 maggio sarà possibile guardare gratuitamente sul sito di Lovers (https://www.loversff.com), e tramite i canali social del festival, film a tematica LGBT; inoltre, testimonianze di molti personaggi del mondo della cultura, dello spettacolo e dell’attivismo che, attraverso dei video-contributi inediti, celebreranno l’amore in tutte le sue forme.

Nella stessa giornata, infine, è previsto il lancio del nuovo sito della RE.A.DY (www.reteready.org): uno strumento pensato per diffondere buone pratiche sviluppate dalle oltre 160 amministrazioni locali che fanno parte della rete e per informare chi volesse aderirvi. Al suo debutto anche il nuovo logo della rete, realizzato dalla Regione Toscana.

“I movimenti femministi e transfemministi ci hanno insegnato che violenza e discriminazione non sono specifica emergenza, bensì orribile quotidianità; altrettanto quotidiana, prioritaria e non emergenziale, dev’essere l’azione di contrasto a queste violazioni dei diritti umani. È questo lo spirito che anima la Rete READY fin dalla sua nascita e che verrà tradotta nel nuovo sito, canale di
informazione a disposizione di tutte le amministrazioni locali che vorranno aderire e/o adottare le buone pratiche che verranno messe in rete”, dichiara Marco Giusta, assessore ai Diritti della Città di Torino, il cui Ufficio LGBTI è Segreteria Nazionale della READY. “Ed è questa filosofia che dovrebbe seguire il parlamento nell’adottare, finalmente, una legge nazionale per il contrasto alle discriminazioni e violenze di natura omolesbobitransfobico”.

Comune di Torino: Concluso l’Incontro Annuale di Monte San Savino

Venerdì 11 Ottobre, simbolica data del Coming Out Day, RE.A.DY, la rete di Comuni, Province e Regioni antidiscriminazioni LGBT, ha concluso il proprio Incontro Annuale a Monte San Savino, in provincia di Arezzo, con un messaggio di speranza. Una campagna nazionale sul tema “Love Speech, i discorsi del rispetto e dell’inclusione” è stata la proposta più votata dai partner per la realizzazione dell’iniziativa congiunta della RE.A.DY in occasione del prossimo 17 maggio 2020, Giornata internazionale contro l’omotransfobia.
Scelta anche la sede per il prossimo Incontro Annuale della rete: sarà Napoli ad ospitare nel 2020 i partner RE.A.DY da tutta Italia. La candidatura congiunta del Comune e della Città Metropolitana di Napoli è risultata la più votata; al secondo posto, sempre in Campania, il Comune di Giugliano. Per la RE.A.DY, si tratta di un ritorno nel sud Italia, a tredici anni di distanza dall’Incontro Annuale di Siracusa nel 2007.
Il Comune di Monte San Savino, partner RE.A.DY da lungo tempo impegnato sulle tematiche antidiscriminatorie LGBT, ha organizzato con professionalità ed entusiasmo un evento di portata nazionale, grazie alla Sindaca, Margherita Gilda Scarpellini, all’Assessora alle Pari Opportunità, Erica Rampini e a tutti gli Uffici dell’Amministrazione, sostenuti sia dalla collaborazione interistituzionale con la Regione Toscana –presente la Vice Presidente Monica Barni-, con la Provincia di Arezzo –presente la Presidente Silvia Chiassai Martini- e con la Città di Torino, Segreteria nazionale della rete, rappresentata dal responsabile, l’Assessore ai Diritti, Marco Alessandro Giusta. Positiva la partecipazione di Enti, Istituzioni, Associazioni nazionali e locali e il coinvolgimento di tutta la comunità del Comune aretino.
Due intense giornate di lavori hanno visto rappresentanti politiche/i e amministrative/i da tutta Italia impegnat@ nello scambio di informazioni e buone pratiche sia tra Enti Pubblici sia tra questi e le Associazioni presenti. I temi principali affrontati sono stati quelli della scuola, della formazione del personale delle PA, dello sport, di spazi gender free, di servizi Lgbt friendly, del lavoro in rete.
L’evento pubblico è stato dedicato al tema dei discorsi dell’odio, quelli che colpiscono, ferendo le persone nella propria identità, sia nei luoghi fisici sia negli spazi virtuali dei social. Relatrici e relatori espert@ hanno analizzato la tematica dal punto di vista sociologico e normativo, fornendo, attraverso progetti specifici ed esperienze realizzate, gli spunti per una contronarrazione positiva delle differenze e della loro ricchezza. Dopo i saluti istituzionali, sono intervenut@ la docente Eleonora Pinzuti, l’avv. Michele Poté per Rete Lenford-Avvocatura per i Diritti LGBTI, il Segretario nazionale Gabriele Piazzoni e Rossella Lacedra per Arcigay nazionale, Alessia Giannoni e Chiara Pagni per l’associazione Cospe.
La RE.A.DY conta oggi 155 partner, con 12 Enti Pubblici in più rispetto al 2018. Cresce, quindi, il trend positivo delle adesioni alla RE.A.DY, i cui partner più attivi si impegnano a progettare servizi che riflettono le complessità esistenti nel tessuto sociale, portando, nei vari campi di attività pubblica, l’attenzione alle tematiche LGBT, anche in intersezione con gli altri assi di discriminazione, come genere, disabilità, origine etnica, età, condizioni personali e sociali.